Fellowship Alpini Rotariani
venerdì, 15 Maggio 2026

rotary alpini

La Fellowship Alpini Rotariani — gruppo rotariano che riunisce chi porta insieme la spilla del Rotary e il ricordo della penna nera — ha tenuto la propria cena sociale sabato 9 maggio all’NH Hotel di Genova, a margine della 97ª Adunata Nazionale degli Alpini.

Erano presenti autorità rotariane e militari: il Governatore del Distretto 2032 Luigi Gentile e il Governatore Nominato RD2032 Stefano Termanini, l’Assistente Governatore del Distretto 2032 Giorgio Gianuzzi, l’Assistente Governatore del Distretto 2031 Jean-Claude Passerin d’Entrèves, i presidenti Guido Luigi Carbone (RC Genova Golfo Paradiso) e Benedetto Gritta Tassorello (RC Genova San Giorgio), i generali Ignazio Gamba, Pietro Pistolese, Gianfranco Francescon, il maggiore CRI Franca Amoretti.

A condurre la conviviale è stato Antonio Abate, presidente della Fellowship e socio del RC Bolzano, che ha tenuto un’articolata relazione su storia alpina, dati della solidarietà organizzata e valori alpini, in toto condivisi con il Rotary.

335.000 soci. Novanta milioni. Nel 2025, i volontari dell’ANA hanno messo a disposizione 2,6 milioni di ore di lavoro, che valorizzate a 32,40 €/ora corrispondono a circa 84 milioni di euro. Con i 6,9 milioni in denaro raccolti e donati si supera quota 90 milioni. Antonio Abate ha commentato con una frase secca: «Gli alpini hanno un difetto: quando fanno del bene non lo dicono. Anzi, se ne vergognano.»
Genova ne conosce il peso: nelle alluvioni del 2011 e del 2014, e dopo il crollo del Morandi, la protezione civile dell’ANA fu tra i primi ad arrivare.

Antonio Abate ha dedicato un lungo, bellissimo passaggio della sua relazione al mulo: per 130 anni compagno degli alpini, congedato dall’esercito nel 1993. L’ultimo, «Airoso», è morto cinque anni fa a quarant’anni. Ha letto le parole che un conducente scrisse al proprio animale: «Sapevi sempre quando arrivava la Martina perché ti mettevi a ragliare e quando mi avvicinavo mi appoggiavi la testa sulla spalla, sapevi che nel taschino della mimetica c’era il tuo cioccolato e te lo prendevi.»

Il generale Ignazio Gamba ha descritto lo sviluppo di una capacità artica specifica da parte della Brigata Taurinense, in coordinamento con NATO e USA. «Altri eserciti vengono da noi a copiarci», ha detto.
Sulla pace, Antonio Abate: «Ci arroghiamo il diritto di parlare di pace perché sappiamo cosa vuol dire la guerra. Gli alpini non la fanno, gli alpini la subiscono».

 

L’intervento di Giorgio Gianuzzi, che lascia la vicepresidenza della Fellowship per assumere la guida della sezione ANA di Asti, ha spostato l’asse della serata dalla storia collettiva alla testimonianza personale. Ha rievocato la ruvidità della “naja”, rievocando il momento in cui il suo capitano di allora gli consegnò il cappello dicendogli: «Il cappello te lo dà lo Stato, è tuo. Non voglio tenerlo io perché ti voglio dimenticare». È il paradosso alpino: il congedo diventa un legame indissolubile.

Ma è nel presente che Giorgio Gianuzzi ha rintracciato la sintesi del “servire” alpino e rotariano, raccontando dell’impegno al Gaslini, dove il mulo Gigio (18 anni) ha trascorso sei ore tra i piccoli pazienti per un’occasione di pet-terapia. «Gigio non ha fatto la naja… lui è dedicato alla pet terapia», ha spiegato, descrivendo lo stupore e la gioia dei bambini che lo hanno incontrato nei giorni dell’Adunata. Il service è stato realizzato con il sostegno del Distretto Rotary 2032.

Il Governatore Luigi Gentile ha chiuso la serata con parole sincere e intense, molto oltre la misura del saluto istituzionale. Ha citato il presidente internazionale del Rotary, Francesco Arezzo: l’obiettivo di ogni azione rotariana è la pace. «Questa sera ne abbiamo parlato in modo importante», ha detto Luigi Gentile, aggiungendo che la vision del Rotary chiede cambiamento nelle comunità, ma prima ancora dentro ciascuno di noi.

 

In chiusura, Antonio Abate ha nominato soci onorari della Fellowship il Governatore Luigi Gentile e il Governatore Nominato Stefano Termanini. È un riconoscimento di peso — per chi lo riceve e per chi lo conferisce — e vale più di una formalità: alpini e rotariani condividono da sempre gli stessi valori di servizio, comunità e pace. Nella Fellowship Alpini Rotariani quegli intenti non si sommano: si moltiplicano.